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Bogardo Buricchi. L'uomo il poeta lo scrittore

Bogardo Buricchi.
L'uomo il poeta lo scrittore
Autore : Daniela Nucci
Collana : Storia Locale

ISBN:978-88-6039-289-3. , Anno 2013

pagg. 240; cm 17X24
BR. ill.

€ 15.00


Descrizione
Bogardo Buricchi è conosciuto essenzialmente per aver perso la vita, assieme ad altri amici, l’11 giugno 1944 nel sabotaggio dei vagoni tedeschi presso la stazione di Carmignano.
Ma era soprattutto scrittore.
Ha scritto poesie, diari, racconti che ci aiutano a delineare il profilo di questa personalità affetta da un sentimento di inadeguatezza, sempre alla ricerca di un impossibile da trovare ricercato di volta in volta prima nella vocazione sacerdotale, poi nella donna ideale, oppure nell’amore mercenario che poteva placare gli istinti della carne, violenti come il sentimento della Patria.
Le liriche trattano temi diversi: dalla natura, all’amore, ora romantico, ora passionale.
Spesso sono pervase da un’atmosfera di malinconia, di dolore, di morte.
Le ultime poesie invece, scritte nel ‘43, parlano di fede, speranza e redenzione.
Raccolgono tutta la vita e il sentire del giovane, la sua estrema sensibilità la sua dolce tenerezza, il suo profondo bisogno di essere amato; rivelano, in modo chiaro e profondo, la sua inquieta personalità di cui cultura, sensibilità e passione costituiscono l’essenza.
Bogardo Buricchi ha dato il meglio di sé - più che nella poesia - nella narrativa e nei diari.
Probabilmente la forma narrata era il genere a lui più confacente, come dimostrano anche i vari diari, che, fra l’altro, sono la testimonianza di una sua costante e ricercata vocazione al martirio.
Il libro è fondamentale per restituire a Bogardo Buricchi un’identità vera e ricostruire - attraverso i suoi scritti e le testimonianze di quelli che l’hanno conosciuto - la personalità, il temperamento, i pensieri di questo giovane che, pur avendo vissuto solo ventiquattro anni, ha lasciato una testimonianza intima, intensa e sofferta del suo sentire e vivere la vita.

Un brano
È nostra la sera


È nostra la sera
sui cigli dei campi
ancora biancastri di brina.

Il sole non basta a vibrare
nell’anima strilli di rondini.

Se mai sarà dato tornare,
ansanti, nel pieno tremore,
ci stupiremo guardare
con occhi di primavera.


Bogardo Buricchi
30 -1- ’43.

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